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San Giacomo
Apostolo Maggiore

Dal 1 al 26 Luglio

PERIODO

Dal 1 al 26 Luglio

EVENTI PRINCIPALI

22 Luglio - Processione del Vessillo Aragonese
24 Luglio - Processione delle sante "Reliquie"
25 Luglio - Solennità di San Giacomo
26 Luglio - Processione simulacro di San Giacomo

CONTATTI

Piazza Miracoli - 98031 Capizzi Me
confrsantoniocapizzi@virgilio.it

Aggiornamenti e Eventi

Scopri gli ultimi eventi e avvisi riguardanti i festeggiamenti

Canti e Preghiere a San Giacomo

Antica Novena 1 Oh! Santo Apostolo della Spagna e nostro protettore Giacomo, per la meravigliosa prontezza che mostaste nell’ubbidire alla voce del Verbo Umanato, e che al dì vi scelse

Curiosità sulla festa di San Giacomo

Il fercolo (a Vara) Di antica e robusta costruzione, poggia su due lunghe e pesanti travi, alla cui estremità vi sono fissati quattro grossi anelli (i Catineddi) in ferro. Sulla

STORIA

Il Santuario di San Giacomo di Capizzi è la chiesa iacopea più antica dell’Isola. Il culto risale al tempo dei valorosi Normanni che edificarono una piccola chiesa ai margini del folto bosco di Capizzi, come luogo di eremitaggio. Ebbe un notevole incremento nel 1282 con l’arrivo degli aragonesi, i quali diffusero il culto verso il Santo spagnolo. Nel 1426 divenne celebre Santuario, quando il cavaliere Aragonese Sancio De Heredia vi deposita alcune sacre Reliquie tra i quali, la giuntura di un dito di San Giacomo Apostolo. Capizzi, infatti, possiede la Reliquia di San Giacomo più antica della Sicilia. All’ interno della chiesa si possono ammirare pregevoli affreschi di Luca Di Blasio di Capua raffiguranti alcuni azioni del Santo. Inoltre il Santuario accoglie all’interno una bellissima statua in marmo della Madonna del Soccorso opera realizzata nel 1517 da Antonello Gagini e un’affascinante statua di Santa Maria Greca o Madonna dell’Itria opera quattrocentesca in terracotta policroma. Gli altri altari sono dedicati rispettivamente a: San Gaetano, San Francesco di Paola, alla tela dell’Assunta opera di Francesco Zappulla, San Biagio martire, San Michele e al Cristo spirato in Croce con San Francesco opere dei pittori capitini Berna, la tela dell’Annunciazione del Pittore palermitano Antonio Manno, la tela del Transito di San Giuseppe di Giovan Battista Quagliata, e altre tre opere del pittore Interguglielmi. 

Il Rito dei Miracoli

Le Origini e i Significati del Rito dei Miracoli di San Giacomo

INFO

Non si conosce con precisione, quando abbia avuto inizio questo rito, ma si sa con certezza che tale azione risale alla notte dei tempi.
I Capitini affermano che da sempre San Giacomo compie dei “miracoli” presso questa comunità; ciò non ha fatto altro che attribuire al rito l’idea di un intervento soprannaturale.
Bisogna aggiungere che a questi miracoli è stata legata sempre una radica convinzione: quando i colpi afflitti al muro erano di numero dispari e pochi, essi venivano considerati di buono auspicio sia per i frutti della terra che per tutto l’andamento generale dell’annata.
Se tali colpi erano di numero pari e soprattutto tanti, avrebbero portato, invece, calamità, disgrazie, carestie e disastri di ogni genere.
Tra gli storici, anche Salvatore Pagliaro giunse ad affermare che si hanno funeste conseguenze quando San Giacomo tarda a far cadere il muro, come successe nel 1849, anno fatale a Capizzi per i numerosi eccedi che si verificarono.
Naturalmente, come vuole la “couleur locale” le interpretazioni dei miracoli sono le più disparate.
Si racconta che negli anni antecedenti l’avvento del Cristianesimo, la casa in questione fosse un tempietto dedicato a un dio pagano.
Pertanto quando la città si convertì al Cristianesimo e scelse come protettore San Giacomo durante la festa si pensò di distruggere quel tempio pagano, abbattendolo con il fercolo del Santo.
Questo fatto dovette compiacere tanto il popolo capitino, da fargli venire l’idea di ripeterlo ogni anno fino alla fine dei secoli.

La Confraternita di San Giacomo APostolo Maggiore

Un'Immersione nel Patrimonio Spirituale e Culturale

INFO

La confraternita di San Giacomo Apostolo di Capizzi, già esistita in passato, è stata nuovamente istituita il 15 Aprile 2007 in occasione della festa della Domenica Novella o in Albis.
Il suo statuto è stato approvato da sua Eccellenza Ignazio Zambito, vescovo di Patti, e dall’arciprete don Luigi Cardella, il 15 Febbraio 2007.
Nel corso delle processioni si trova collocata in penultima posizione, o meglio ancora davanti la confraternita del Santissimo Sacramento.

Il Santuario

la chiesa iacopea più antica dell'Isola.

Info

La chiesa di San Giacomo proclamata “Santuario Diocesano” dal vescovo di Patti in data 27 Settembre 1999, in occasione dell’anno Santo Jacobeo, fu edificata dai Normanni ed attestata già a partire dal 1227, con bolla di Papa Gregorio IX del 21 Agosto, che la considerava parte integrante dei possedimenti della Chiesa di Betlemme.
Ebbe un notevole incremento nel 1282 con l’arrivo degli aragonesi, i quali ampliarono e disboscarono buona parte del territorio circostante il preesistente cenobio e la chiesa domenicana.
L’edificio dapprima ad una navata, venne ingrandito e portato nel ‘500 a tre navate.
Posto ad occidente del territorio capitino, si trovava sulla via di comunicazione della trazzera regia Paternò – S. Stefano di Camastra che collegava i centri di Catania con le coste del Tirreno.
La chiesa viene citata nelle Rationes decimarum del 1308-1310, tra le chiese che pagavano le decime alla città di Roma.

La Festa e la Processione del 26 Luglio

Un Percorso di Devozione e Tradizione nei Nebrodi

Info

Il giorno 26 è il giorno più atteso del ciclo festivo e il più ricco di azioni devote e di storia.
Alla conclusione della Santa Messa delle ore 11 hanno inizio i preparativi per la processione, con la sistemazione presso il Santuario de fercolo di San Giacomo, conservato per tutto l’anno nell’oratorio della Confraternita della Buona Morte.
Verso le ore 16, il Santo è trasferito dall’altare principale sulla vara; vengono sistemati tutti gli oggetti preziosi assieme ad un cuore di stoffa su cui viene appeso l’oro che alcuni fedeli donano come voto; si fissano i due angeli, uno alla destra del Santo e tiene il bordone, l’altro alla sinistra con in mano la palma e la corona del martirio.
Sopra la vara svettano altri 5 angeli. Infine si dispone l’urna ai piedi del Santo contenente le Reliquie.

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